Grillismo e Internet: è innovazione comunicativa?
September 16, 2007 10:06 am blog, flaming, grillo, meetup
Grillo: un successo che corre sul web? Un sondaggio Eurisko commissionato da “La Repubblica” pone qualche dubbio. Nel campione intervistato - che dovrebbe essere abbastanza rappresentativo dell’opinione pubblica italiana - solo l’1,5% frequenta regolarmente il blog di Grillo e, complessivamente, meno del 12% lo ha visto almeno una volta. Ma c’è di più: tra chi ha firmato le proposte di legge “grilliste”, almeno 1/4 non usa mai Internet.
Per capire il fenomeno Grillo e sul rapporto tra “grillismo” e Internet, segnalo questo magistrale post di Massimo Mantellini.
Il blog di Beppe Grillo, senza volerne sminuire il grande successo popolare, non fa parte di nessuna nuova dinamica comunicativa di rete. E’ comunicazione convenzionale con le ballerine del web 2.0 attorno. Beppe Grillo fa sul suo sito la stessa cosa che fa da un palco dei suoi tanti spettacoli in giro per l’Italia. Internet non aggiunge un grammo a queste modalità note e sperimentate.” (leggi tutto)
Una riflessione interessante è proposta anche da Andrea Romano su La Stampa. L’articolo evidenzia quali problemi deve affrontare la politica prima di tentare di “scendere” in campo sul web.
[...] la rete è già oggi, di fatto, uno «spazio di flussi» politici dove si mobilita il consenso, si costruiscono blocchi di sbarramento, si formano maggioranze virtuali che ambiscono a farsi pubbliche. È una dinamica che vive delle regole della rete e che non tollera facilmente l’intrusione di soggetti esterni che pretendono di entrarvi con il loro corteo di simboli e linguaggi tradizionali. Se Di Pietro e Le Pen sono stati respinti con perdite, altri leader volenterosi sono stati lasciati a languire nell’indifferenza virtuale con i loro siti web costosi e brillanti ma implacabilmente estranei alle atmosfere della rete. Perché la verità è che l’egemonia su Internet, anche per quanto riguarda la politica, si conquista solo dall’interno: accettando di farsi catturare dalla mobilità delle aggregazioni tribali che si creano e si distruggono nello spazio di qualche giorno, scegliendo sin dall’inizio di interagire con un pubblico totalmente privo di deferenza, dismettendo qualsiasi pedagogia e scommettendo sulla propria capacità di solcare un’onda potente ma spesso infida.” [leggi tutto]
La capacità mobilitante di Internet è forte ma non onnipotente, e sicuramente non sufficiente da sola a garantire la nascita di nuove forme di espressione e azione politica. Su questo tema riflette Massimo Teodori su “Il Giornale”.
L’interrogativo che tuttavia si pone di fronte al grillismo, come del resto si poneva per i girotondi finiti tristemente nel nulla, è in che misura le vaghe e viscerali esigenze che si scaricano sul blog possano tramutarsi in proposte, iniziative e obiettivi politici, superando la chiacchiera di piazza, reale e virtuale. Che lo si accetti o meno, la democrazia è quella cosa per cui qualsiasi istanza popolare, per quanto astrattamente valida e fortemente sostenuta, se non è tradotta in proposta politica con strumenti politici nelle sedi appropriate, finisce sempre per svanire nel nulla lasciando molta cenere sul terreno.” [leggi tutto]
Eugenio Scalfari su “La Repubblica” denuncia il rischio di degenerazioni della mobilitazione politica favorite dai processi comunicativi e aggregativi mediati dalla Rete.
[...] L’antipolitica pretende di abbattere la divisione tra governo e governati instaurando il governo assembleare. L’”agorà“. La piazza. L’equivalente del blog di Internet. Infatti la vera novità del “grillismo” è l’uso della Rete per scopi di appuntamento politico (o antipolitico). Ma nella Rete si vede più che mai il carattere personalizzato dell’”agorà“; di ogni “agorà“. Da quella di Cola di Rienzo a quella di Masaniello, da quella di Savonarola a quella di Camillo Desmoulins. Il blog ha infatti un’intestazione ed è l’intestatario che indica la via, che formula gli slogan, che produce gli spot. E’ lui insomma il padrone di casa che guida e domina l’assemblea. [...] Il più vivo desiderio delle masse, cioè dell’individuo ridotto a folla e a massa, è di essere de-responsabilizzato. Vuole questo. Vuole pensare e prendersi cura della propria felicità delegando ad altri il compito di pensare e decidere per tutti. Delega in bianco, semmai con una scadenza. Ma le scadenze, si sa, sono scritte con inchiostri molto leggeri che si cancellano in breve tempo. Il potere, una volta conquistato, ha mille modi per perpetuarsi.” [leggi tutto]
Si parla molto del blog di Grillo e poco dei Meetup, veri protagonisti del successo del grillismo in Rete. A ricordarne la funzione ci pensa “L’Espresso” a ricordare la funzione di questo prezioso strumento, introdotto nella competizione politica da Howard Dean e sfruttato da molti politici USA anche nella recente campagna presidenziale. I Meetup facilitano l’incontro, la discussione, l’aggregazione su base territoriale e, soprattutto, la raccolta di fondi.
[...] Proprio il meet up, cioè l’incontro in rete, è quello che ha trasformato il “Grillo-boy” in “vaffa-boy”. Il grillismo fino a un anno e mezzo fa era solo un blog di successo. Il salto di qualità è arrivato grazie all’utilizzo dello strumento “meet up”, con la possibilità per i fan del comico genovese di aggregarsi su siti propri, organizzati con un criterio territoriale. Così il giovane “grillino”, da lettore e commentatore del beppegrillo.it è diventato soggetto politico. Gli animatori dei meet up territoriali vanno a parlare con i sindaci, si muovono su piccoli obiettivi locali, dalla Tav all’emergenza rifiuti.” [leggi tutto]
Tratto forte del “grillismo” online sembra essere il flaming attuato su larga scala e con determinazione verso chiunque critichi il Leader. Un fenomeno che non connota certo tutti i “grillisti” (o “grillini”), ma che tuttavia ha assunto dimensioni abbastanza ampie e toni spesso forti. Tanto che molti parlano già di “vaffanguardisti”, “vaffa-boys” o “picchiatori virtuali”. Sarà sicuramente interessante seguire l’evoluzione di questo atteggiamento di pseudo-squadrismo (il termine può essere giusto?) virtuale. Intanto, una delle vittime eccellenti del flaming grillista, Andrea Romano, annota su “La Stampa”:
[...] il tono delle reazioni racconta qualcosa anche sulla sostanza del fenomeno politico a cui abbiamo assistito. Perché per un giorno sono capitato tra le mani dei fedeli grillisti, evidentemente offesi dal tentativo di discutere e contestualizzare il verbo del loro leader. E anche se eravamo tra le mura virtuali e rassicuranti della rete, rimane la sensazione di essersi affacciati su di un pentolone che ribolle soprattutto di intolleranza.” [leggi tutto]
Di Grillo e del Grillismo parlerà la puntata di venerdì 21 settembre di Politica2.0, in onda su N3TV dalle 21 alle 22. Per informazioni o per partecipare (online o dal vivo): info@politicaduepuntozero.it


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Date: September 21, 2007 @ 17:45
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